Visualizzazione post con etichetta Alzheimer's Disease Caregiver Demenza senile diagnosi gestione integrata iniziative istituzioni socio assistenziale. Mostra tutti i post
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giovedì 21 ottobre 2010

IV° Convegno: Il contributo delle Unità di Valutazione Alzheimer (UVA) nell'assistenza dei pazienti con demenza

Venerdì 12 novembre, presso l’Istituto Superiore di Sanità di Roma (Viale Regina Elena, 299 – Aula Pocchiari) si svolgerà la IV° edizione del convegno “Il contributo delle unità di valutazione Alzheimer (UVA) nell’assistenza dei pazienti con demenza”.
Il Convegno si propone di documentare quali attività assistenziali e di ricerca vengono comunemente effettuate presso le strutture deputate nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

domenica 26 settembre 2010

il contributo di Maria Grazia all'Iniziativa di Repubblica

"Su "Repubblica" un'iniziativa speciale dedicata all'Alzheimer. I lettori hanno la possibilità di raccontare la loro storia (Kwsalute@Kataweb.it)

Forse sarò fuori tempo massimo ma oggi ho comunque inviato questo messaggio:

Mia mamma ha l'Alzheimer da 18 anni. Dieci l'abbiamo assistita a casa e da nove si trova in una casa di riposo generica...Dove io e mio papà ci rechiamo quotidianamente per integrare l'assistenza. Sono figlia unica. Quando si è ammalata mia madre aveva 63 anni, io 25. In massima sintesi, una tragedia. Secondo me la tesi della disinformazione sulla malattia nell'era telematica non è più sostenibile. Anzi, forse è pure un argomento buono su cui marciarci e dire che si sta facendo perchè semplicemente si divulgano materiali. Fateci caso ma i destinatari che dovrebbero essere adeguatamente informati sono sempre le tre categorie: familiari, operatori, volontari. E i quadri? E i dirigenti? Non si investe perchè non se ne sente l'urgenza e non se ne sente l'urgenza perchè le classi dirigenti confondono l'assistenza con l'assistenzialismo, la malattia cronica con il parassitismo.

Ci vorrebbe qualcosa di efficacemente provocatorio... Per dire che le alte sfere si muovono solo quando ne va del loro prestigio.... Una giornata di conferenze non servirà ad un ennesimo beato niente. Basta coi seminari, son quasi vent'anni che son conferenze. Basta con la storia della disinformazione. Ci vorrebbe uno sciopero nazionale di 24 ore dei caregiver durante i ricoveri ospedalieri...Un qualcosa di provocatoriamente simbolico...Per dare degli scossoni. Lo so bene, non fregherebbe un accidenti a nessuno di familiari che si rifiutassero di prestare assistenza giorno e notte in ospedale, simbolicamente il 21 settembre . Anzi, sarebbero considerati dei frustrati disadattati, anche loro con la capacità di giudizio offuscata, poveretti...E a farne le spese sarebbero sempre e solo i malati. Con questo voglio dire che le iniziative propagandistiche/informative non mi entusiasmano. Proprio non riesco ad entusiasmarmi, per quanto mi sforzi di vederne la positività...Mi fermo qui, (mi sfogo già abbastanza nel mio blog "
 « lalzheimerdeglialtri.splinder.com" in cui dal 2006 mi sono messa a parlare di quello che vive mia madre, di quello che viviamo io e la mia famiglia ) .
Vi ringrazio»"

lunedì 13 settembre 2010

Piemonte, Un appello alla Regione per i malati di Alzheimer



da lastampa.it
articolo di Andrea Ciattaglia
Torino

13/09/2010 - EMERGENZA ANZIANI, IN 22 MILA SOFFRONO DI DEMENZA SENILE, METÀ SENZA ASSISTENZA

"Pochi fondi, pochissimi posti, e le prospettive non sono migliori: l’assistenza ai malati di Alzheimer e di demenza, anche a Torino e in Piemonte, resta un’emergenza sociale. A un mese dalla denuncia del Csa, il Coordinamento sanità e assistenza («In Piemonte ci sono 22 mila persone sofferenti di questo morbo e la metà non riceve alcun aiuto»), questo mese partirà l’annunciata petizione da inviare in Regione."

venerdì 10 settembre 2010

Alzheimer, storie di vite sconvolte fra solitudine, spese e uno Stato assente


repubblica.it: "Le testimonianze dei lettori sull'esperienza della malattia: lo stravolgimento della vita di ogni giorno, le difficoltà e i costi dell'assistenza, l'isolamento e lo scarso aiuto dalla strutture pubbliche e la speranza nella ricerca per una cura che al momento non esiste".

giovedì 24 dicembre 2009

Le politiche per gli anziani e l'accesso ai servizi socio-sanitari



Da Informer "Agenzia informazione e Ufficio stampa della Giunta Regionale Emilia Romagna":

Il Caffè mi Rende Sereno

Durata: 6:19
Descrizione: Si chiama Amarcord al Caffè, ed è la versione di San Pietro in Casale dei cosiddetti Caffè Alzheimer, luoghi d'incontro in cui le persone colpite dalla grave malattia degenerativa, o anche da altre forme di demenza senile, trovano uno spazio dove ritrovare socialità e serenità, con un grande beneficio anche e soprattutto per i familiari coinvolti. Di Ermanno Muolo.



Il mondo della demenza

Rabih Chattat, docente facoltà Psicologia Università di Bologna, tratteggia il problema delle demenze senili, e spiega quali siano le problematiche di rischio di esclusione sociale sia dei pazienti che dei familiari coinvolti, e di come possa positivamente influire una situazione naturale e consueta come il ritrovo in un Caffè.

lunedì 7 dicembre 2009

CHIUDE IL CENTRO ALZHEIMER DI CANTALICE (RIETI)


Da il giornale di Rieti: "Cantalice, chiude il centro Alzheimer. Licenziate le operatrici"



virgolette

FP CGIL Rieti: «Siamo alla vergogna civile»



dalla Redazione
martedì 1 dicembre 2009

"FP CGIL Rieti: «È semplicemente vergognoso che nove lavoratrici, nonché gli utenti del centro Alzheimer di Cantalice, debbano di colpo le prime ritrovarsi senza lavoro e senza stipendio, ed i secondi senza una struttura che seppur insufficiente in relazione alle reali esigenze di cura di una patologia così grave e frequente nella nostra provincia, dava comunque qualche risposta». È quanto dichiara il segretario della FP CGIL Rieti Gianni Ciccomartino.
«È vergognoso – aggiunge - perché questa situazione, con il minimo di buon senso richiesto, si poteva evitare. Si poteva evitare se ognuno degli enti coinvolti (per primo il Comune di Rieti, titolare del rapporto contrattuale con la cooperativa che gestisce il servizio, la Provincia di Rieti, la Asl e la V° Comunità Montana che sono state sollecite a sottoscrivere protocolli di intesa per il funzionamento della struttura) avessero ognuno fatto al propria parte».
«Niente di più. Invece assistiamo al recapito di lettere di licenziamento ed alla decisione da parte della cooperativa, creditrice di più di 650.000 euro, di interrompere il servizio. E assistiamo inoltre – prosegue Ciccomartino - al ritardo nella erogazione di competenze contrattuali a decine di operatrici dei servizi sociali del capoluogo motivata da parte della cooperativa da una mancata attualizzazione del contratto di servizio con il Comune di Rieti. Tempi di vacche magre, si direbbe» [...] "

Da il Tempo - Notizie - Lazio nord - articolo di  Aldo Fabriani